lunedì 24 giugno 2013

MASSAGGI IN SPIAGGIA...

Bentrovati a tutti, oggi a fronte di una mia esperienza personale, vorrei parlarvi dei "massaggiatori" da spiaggia....avete presente? quelli che ogni estate passano tra gli ombrelloni a chiedere: "massaggio?"
Partirei con il raccontarvi la mia storia per arrivare ai mitivi per i quali è bene non farsi mettere le mani addosso in spiaggia.
Ad inizio giugno, vado a Milano marittima per passare un weekend al mare e mentre prendo il primo sole, spunta una ragazza cinese che mi dice: "massaggio?"
Io la osservo e noto che ha una mappa di riflessologia plantare solo del piede sinistro e oltretutto scritta in cinese. Allora penso: "tratterà solo il piede sinistro.....ma il destro?"
Incuriosito incomincio a farle qualche domanda e le chiedo dove e quanto tempo ha studiato riflessologia.
Mi risponde che ha studiato in cina per un anno.
Io la liquido dicendo che per poter esercitare, bisogna aver studiato almeno 3 anni con oltre 700 ore di formazione.
La cosa è finita li, ma ho trovato lo spunto per potervi dire le ragioni per le quali non bisogna farsi trattare dai "massaggiatori da spiaggia":
1) studi e formazione:
spesso non hanno la giusta formazione e sono limitati nelle tecniche e conoscenza teorica dei metodi. Ciò comprende anche la non conoscenza deontologica.
2) il basso costo della prestazione:
di solito predono circa 10/15 euro per un "massaggio" si economico, ma senza alcuna utilità dato che rimane superficiale ed inefficace. Il rischio inoltre è che se il ricevente soffre di disturbi ad esempio ernie discali, il "massaggiatore" non avrà mai l'accortezza di chiedere dove può e dove non può trattare perchè è tarato per far soldi e non per essere professionale.
3)l'igiene:
 il livello di igiene è bassissimo. Su una spiaggia, si suda e si entra in contatto con altre persone. Il "massaggiatore", tratta diversi "clienti" e non possiamo verificare se si lavi le mani prima e dopo ogni seduta. Se inoltre fa un massaggio riflessologico, non terrà sicuramente conto della presenza di verruche, o eventuali funghi che possono così, passare da un ricevente all'altro....questo sempre per il discorso che è più interessato a far soldi pittusto che accertarsi delle condizioni generali di ogni ricevente.
4) Il contesto:
quando mai, un professionista serio, si mette a fare massaggi tra gli ombrelloni? discrezione, privacy, ambiente accogliente ed igiene, vengono completamente a mancare.
5) l'uso dei prodotti quali oli e creme:
oli di origine sconosciuta, che vengono messi sulla pelle degli ignari riceventi senza sapere se possono creare reazioni allergiche o danni cutanei.
6) Il rispetto delle tecniche e di chi le pratica con professionalità:
 questo è un mercato che danneggia il settore non dal punto di vista economico, ma dal punto di vista della conoscenza; nel senso che porta i riceventi, come è successo nel mio caso, a conoscere la riflessologia in un contesto e nella forma più sbagliata possibile.
7) L'abusivismo:
ricordiamo che questi soggetti esercitano la "professione" abusivamente senza emissione di scontrini o fatture.
8) Lo sfruttamento:
chi ci può confermare che dietro questi massaggi eseguiti da cinesi, non ci sia dietro un'organizzazione criminale che li sfrutta? Non vorrei essere estremista, ma non lo escluderei!

Per ora non mi vengono in mente altri motivi, ma credo che siano già sufficienti questi per farvi desistere dal ricevere un massaggio in spiaggia!
Ricordo comunque che alcuni lidi, sono ben attrezzati per fare massaggi ed è preferibile rivolgersi a loro per avere almeno la certezza di farlo in un contesto più sano! ciò non toglie che il ricevente deve avere sempre l'accortezza chiedere all'operatore, formazione e competenze.
In conclusione, non fate massaggi in spiaggia .......rivolgetevi sempre a persone qualificate!
Buona estate a tutti e a presto...

Dario

giovedì 6 giugno 2013

SHIATSU E FISICA QUANTISTICA

Buon pomeriggio a tutti!
Stamane ho avuto il piacere di trattare una mia ricevente ed a fine seduta, si parlava di come lo shiatsu potesse sortire effetti tangibili e visibili a quelli che sono gli stimoli energetici partendo dalla qualità e caratteristiche di ogni singolo meridiano.
Fu così che mi tornò alla mente, il convegno che ho seguito a Milano lo scorso Febbraio sulla fisica quantistica e di come questa possa dare una chiave interpretativa ed un senso, a quelli che sono i "movimenti" energetici.
A tal proposito tempo fa, uscì un articolo di Patrizia Stefanini, fondatrice ed insegnante dell'istituto europeo shiatsu di Milano e Firenze, dove affronta proprio questo tema.
Qui di seguito allego il testo tratto da MessaggiShiatsu.

Negli ultimi tre o quattro secoli la tendenza della scienza è stata quella di cercare di definire una totale divisione tra soggetto ed oggetto, mente e natura.
Galileo Galilei (1564-1642) fu il primo ad usare con regolarità la sperimentazione per investigare i fenomeni naturali (…e imprigionato dall’inquisizione per aver suggerito l’ipotesi che i pianeti ruotassero intorno al sole).
“Misura il misurabile e rendi misurabile ciò che non lo è” (Galileo) è divenuta la frase ispiratrice, il motto del moderno pensiero scientifico e filosofico e sottolinea l’approccio occidentale attuale alla salute ed alla medicina.
Nella moderna ricerca scientifica l’oggettività è ancora un principio base che viene però sempre più messo in questione sia all’interno che all’esterno della comunità stessa.
Nel ventesimo secolo l’esplorazione del mondo subatomico ha rivelato la natura intrinsecamente dinamica della materia. Non si ritiene più che la materia sia costituita da mattoni fondamentali, precisamente localizzabili nello spazio e nel tempo.
I costituenti dell’atomo sono configurazioni dinamiche che non esistono in quanto entità isolate ,ma in quanto parti interagenti di una inestricabile rete di interazioni.

Una “inestricabile rete di interazioni”: non è questo un modo stupendo di descrivere il sistema dei meridiani di Masunaga usato nello shiatsu?
In effetti l’attuale visione del mondo subatomico contiene in germe una visione di uomo e natura molto più evoluta, ove energia e materia non sono più entità separate, dove osservatore ed osservato non possono più essere separati, essendo essi stessi parte del fenomeno oggetto di studio.
La Fisica e la Matematica sono tutt’oggi le basi della Scienza. Nella Fisica moderna la vecchia visione Newtoniana / Cartesiana degli atomi come costituenti base è stata sostituita da una più complessa visione di interdipendenze ed interazioni, di energia e probabilità.
L’atteggiamento su cui si basa la Medicina occidentale ai giorni nostri è di suddividere e categorizzare. Nel frattempo, l’esplorazione a livello subatomico denuncia quanto semplicistica ed inadeguata sia una visone basata su questi principi. Se un’ atomo del fegato può essere descritto come una probabile vibrazione energetica interagente non sembrerebbe logico estrapolare che l’organo stesso può essere similmente descritto?
Analogamente nel Sistema Masunaga il meridiano non viene definito attraverso precisi riferimenti anatomici o punti ben localizzati, modalità usata dal modello tradizionale cinese. Masunaga suggerisce un approccio percettivo che richiede un adeguato atteggiamento mentale. Se siamo in grado di “allenare la mente” ad usare precise forme-pensiero, possiamo risuonare con l’energia del meridiano che stiamo cercando di contattare.
L’esperienza percettiva che ne risulta è ricca e significativa.
Parafrasando Masunaga stesso, i meridiani della sua rappresentazione energetica hanno natura e profondità variabile, ed il modo in cui si manifestano dipenderà dalla natura del trattamento dato e dalla natura dell’interazione tra operatore e cliente.
Ciò non significa che un sistema è giusto e l’altro è sbagliato: ognuno offre una peculiare visione del mondo, ciascuno nella sua specifica prospettiva (segni e sintomi nel caso del modello della Medicina Tradizionale Cinese, la persona nel suo processo di vita nel caso del sistema Masunaga ).
L’obiettivo del trattamento cambia a seconda della "Visione del Mondo" che abbiamo. In realtà, nulla nella nostra realtà quotidiana ci permette di comprendere gli strani fenomeni che dominano il mondo subatomico. Lo stesso Einstein pare abbia affermato: “La realtà è un’illusione, anche se alquanto persistente”. Nel mondo subatomico, le particelle si comportano come onde e viceversa, gli elettroni perdono la loro identità e si modificano a seconda di chi li osserva. Un singolo fotone sembra essere in due luoghi contemporaneamente.
Quando osservatore ed osservato sono pensati come parte del fenomeno stesso, non ha più alcun senso confrontare le informazioni raccolte, per esempio nella diagnosi di Hara. Ciò che si manifesta nell’incontro di due persone è unico ed appartiene a quel contesto specifico, non limitato ma arricchito dall’unicità dell’esperienza.
L’effettiva rivoluzione avvenuta con la teoria di Einstein fu l’abbandono dell’idea secondo la quale spazio e tempo fossero grandezze con valore assoluto. La teoria di Einstein suggerisce che tali valori sono elementi di un linguaggio che viene usato da un osservatore per descrivere un ambiente. Quindi, come tali, relativi all’osservatore ed all’ambiente stesso. Sia i fisici moderni che i mistici orientali affermano che tutti i fenomeni in questo mondo di cambiamento e trasformazione sono dinamicamente connessi. Sono inoltre d’accordo nel sostenere che sia la struttura della natura che i fenomeni in essa osservati non sono altro che creazioni della mente umana, che misura e classifica. Maya è il nome che a tutto ciò viene dato dagli induisti, mentre i buddisti parlano di Avydia.
Quando pratichiamo lo Shiatsu basato sul sistema Masunaga, vogliamo contattare una qualità vibrazionale che ha la sua massima probabilità di espressione lungo percorsi suggeriti sulla mappa. In questo contesto non siamo vincolati alle quattro dimensioni spazio-temporali che regolano la realtà quotidiana o alle leggi classiche che regolano i fenomeni naturali. Possiamo anche svincolarci dal modello tradizionale Cinese, che, similmente al modello occidentale prima di Galileo e delle sue esperienze con il telescopio, colloca l’uomo al centro dell’Universo, tra Cielo e Terra. La visione di Masunaga non è più così antropocentrica. L’uomo è, nell’ Universo, uno degli infiniti corpi energetici interagenti tra loro.
La spazialità non è più a tre dimensioni ed il fattore tempo non ha più un andamento lineare. Tutto è, in un certo senso, apparenza che si manifesta nel momento del presente. L’Universo che si svela e si rivela ai nostri sensi.
Come conseguenza di un’allargata definizione dei fattori Spazio e Tempo, il concetto del Kyo e Jitsu assume un significato più ampio rispetto al modello quantitativo di vuoto/pieno. Risulta superato anche il modello qualitativo, che vede nel Kyo un prima/causa/bisogno compensato da un jitsu dopo/effetto. Ora c’è una manifestazione “Kyo-Jitsu” che insieme rappresenta il “movimento in vita” di quell’essere umano, con una varietà di possibili sfumature per comprendere il processo in corso che prima si perdevano. Parlando di meridiano come ondalo spettro delle diverse frequenze di vibrazione che la descrive rappresenta le diverse manifestazioni di quel meridiano-funzione a tutti i livelli (fisico, emotivo, mentale, spirituale). Nello Shiatsu usiamo istintivamente vibrazioni e ritmi come strumento per sintonizzarci con l’energia a tutti questi diversi livelli. Questo forse è sufficiente a spiegare perché stili di shiatsu più statici sono efficaci soprattutto sul piano fisico ed emotivo, che corrisponde alla parte dello spettro di frequenze più basse. Spiega anche perché non sono possibili “ricette a priori” di intervento sul Kyo e sul Jitsu, esistendo possibili molteplici combinazioni di meridiani e livelli che danno alla stessa manifestazione sintomatica significati diversi, che richiederanno modalità di intervento differenziato. Quando lavoro cerco di non avere preconcetti riguardo al mio intervento. Desidero incontrare l’altro con un atteggiamento ed un tocco aperto, in grado di coglierne le diverse espressioni di vita. Solo così posso modulare la mia risposta cercando la risonanza, “l’eco vitale” che nel suo manifestarsi fornirà informazioni preziose per il trattamento. A volte, in una frazione di secondo, l’intera vita del ricevente sembra scorrere davanti a noi, e ciò merita il più profondo rispetto, prima ancora della comprensione del fenomeno stesso. Con umiltà, durante la seduta shiatsu, cerco di sostenere il mio ricevente a riconoscere le sue risorse e potenzialità affinché possa utilizzarle al meglio per la sua vita. 

Un saluto e a presto
Dario

mercoledì 22 maggio 2013

RIFLESSIONI PERSONALI SULLA LEGGE 4/2013...

Buongiorno a tutti,
dopo aver letto diversi articoli (alcuni dei quali ho anche qui postato) ed dopo aver partecipato al convegno di febbraio sulla legge 4/2013, ho tratto le mie conclusioni ed ho deciso così, di esporle anche a voi.
Essendomi documentato in merito, ho avuto modo di sentire diversi pareri anche contrastanti su questa legge, ma tutto quello che veniva detto era legato principalmente all'iscrizione alle associazioni, alle auto certificazioni, ai registri privati o regionali ecc ecc. il che mi sembra anche giusto, ma le domande che mi sono posto hanno ben altra natura e qui di seguito, vi elenco quelle che sono le mie perplessità in merito.

1) La legge regolamenta se non erro 28 discipline. Tra queste abbiamo anche lo shiatsu, la riflessologia plantare e l'ayurveda. Queste tecniche, vengono insegnate spesso e volentieri nelle scuole di estetica con percorsi formativi o di uno/due weekend o con un monte ore che non supera le 300.
La domanda è: Dato che la nuova legge riconosce solo operatori professionisti iscritti e certificati da enti riconosciuti quali associazioni e federazioni di categoria, chi controllerà che le scuole di estetica rispetteranno questi parametri? o meglio avranno l'accortezza di informare i loro allievi che il corso di riflessologia plantare in un weekend ad esempio, non è valido se non ai fini amatoriali? 
Io stesso che tenevo corsi di riflessologia di base presso la scuola Oleos di Milano, ho modificato il programma per essere conforme alla nuova regolamentazione anche se sull'attestato specificavo "corso di base".
Le scuole di estetica, faranno altrettanto? 

2) Tutti i centri benessere e centri spa che offrono massaggi, saranno informati su questa legge? Avranno così nel loro organico, operatori qualificati? Io che sono nel circuito delle SPA, garantisco che non è così e spesso i centri si rivolgono a scuole di massaggio o estetica per avere stagisti (da pagare poco) con scarsa preparazione e con attestati di massaggio (mi riferisco sempre alle DBN) non qualificanti perchè conseguiti in uno o due weekend. 

3) Io sono iscritto al RIOS che è un registro privato della FISieo esistente ancor prima che la legge passasse, così come altri registri privati di altre associazioni come l'apos. Si parla anche di un registro regionale  come nel caso della regione Lombardia e delle auto certificazioni; tutti mezzi utili da consultare per vedere quali operatori hanno le giuste qualifiche. 
Ma il punto fondamentale è:
Gli utenti, cioè le persone che vogliono ricevere un trattamento, conoscono l'esistenza di tali registri, associazioni ed organizzazioni? la risposta è NO! 
Nella mia esperienza professionale, ho trattato migliaia di persone e assicuro che il 90% di loro non sa neanche cos'è lo shiatsu e non conosce l'esistenza di associazioni e federazioni che tutelano la formazione degli operatori professionisti.
La maggior parte delle persone, ha provato queste tecniche nei centri estetici o centri spa, altri hanno ricercato su google il centro più vicino che facesse massaggi, senza informarsi sulle qualifiche degli operatori.
In sintesi, si va ancora molto alla ceca, perchè l'informazione è tutt'oggi ai livelli minimi.
La gente pensa: "lavora in un centro estetico, lavora in una spa, ha uno studio privato, allora sarà bravo!" Niente di più sbagliato! Le persone devono imparare a documentarsi sulle qualifiche di chi li tratta, dove ha studiato e in quante ore (ricordiamo non meno di 750), se è iscritto a qualche federazione  e se ha copertura assicurativa.
Ricordo che ci sono in giro molti ciarlatani, ci sono dentisti e medici non laureati che fanno esercizio abusivo di professione, figuriamoci in un settore come il nostro che situazione di anarchia si può creare!

4) Che fine faranno i centri massaggio cinesi che eseguono tecniche che rientrano nelle DBN? Solo a Milano ci saranno 500 centri che eseguono riflessologia plantare e shiatsu (o come ho letto in uno di questi centri "Shiatch"). Chi andrà li a dire loro della legge 4/2013?
E le scuole private di massaggio? Saranno informate di ciò? dubito....Queste scuole vivono di corsi full immersion e su 10 forse se ne conformeranno 2 alla legge!

Quello che io mi auguro fortemente, è che tutte le associazioni, riescano nell'intento di divulgare le informazioni nella maniera più giusta attraverso i principali canali quali in primis, internet. So che si stanno già muovendo attraverso l'istituzione di sportelli regionali utili per dare informazioni alle persone e spero che con il tempo tutto prenda la giusta forma così che ogni operatore professionista che meriti, potrà dare valore ai suoi sacrifici e alla passione che mette in quello che fa.

Sarò ripetitivo, ma mi rivolgo all'utenza: INFORMATEVI SEMPRE PRIMA DI FARVI METTERE LE MANI ADDOSSO, DELLE QUALIFICHE DI CHI VI TRATTA! SIETE RICEVENTI PAGANTI, NO? ALLORA PRETENDETE QUALITA', PROFESSIONALITA' E COMPETENZA.

A presto
Dario








mercoledì 8 maggio 2013

"LO SHIATSU E LA SPALLA". SEMINARIO DEL 27 APRILE 2013 PRESSO TANGERINE SPA, FIUGGI.

Bentrovati!
Mi scuso per la mia lunga assenza, ma come Vi avevo già informato, ero impegnato con uno stagionale presso l'hotel Ambasciatori.
A tal proposito, torno a parlare di Shiatsu con un video che ho realizzato durante un seminario gratuito che ho tenuto presso il centro benessere Tangerine spa (www.tangerinespa.it) e che mostra all'utenza, l'approccio che ha questa tecnica nei confronti delle disarmonie della spalla facendo riferimento esclusivamente ai meridiani energetici e loro funzioni.
Allego il link del video e auguro a tutti una buona visione.
A presto...
Dario


mercoledì 10 aprile 2013

IN RIFERIMENTO ALLA LEGGE 4/2013...

Buongiorno a tutti,
ricordate la legge 4/2013? per i più distratti, è la prima vera legge che regolamenta e tutela le discipline bio naturali effettiva da questo febbraio circa e che ha lo scopo di tutelare attraverso le federazioni e le associazioni di categoria, la formazione di ogni operatore professionista indirizzando così l'utenza, sulla scelta di operatori qualificati. (tanto per sintetizzare).

Ho partecipato al convegno tenutosi a Milano in occasione di OLIS festival dove si affrontava questo argomento ed ho cercato di capire quali potessero essere i pro ed i contro di tale legge. Partendo dal presupposto che nonostante sia favorevole a questa legge, non nascondo alcuni dubbi e perplessità sulla vera capacità di applicazione e che tutt'ora sto cercando di valutare sotto tutti gli aspetti.

Non molto tempo fa, mi è giunta una mail dal portale mondo shiatsu gestito da Claudio Parolin che cerca in qualche modo di fare chiarezza su tale argomento facendo riferimento sia a fatti e sia ad una sua visione personale che in parte condivido ed in parte no. Vorrei pubblicarla, perchè ritengo giusto che tutti gli utenti interessati, abbiano una visione più ampia e possano avere degli elementi in più per poter giungere alle proprie conclusione in merito....cosa che farò anch'io, anche se i miei dubbi sono di natura diversa e che magari nei prossimi post, ve ne parlerò. Per ora, eccovi la mail giuntami:

"I FATTI:
a)      In Italia (e in Europa) l’esercizio delle professioni è libero!
Fanno eccezione le professioni regolamentate, quelle per  cui l’interesse generale è tale da risultare “prevalente” sulla libertà di professione. Queste professioni sono organizzate in Ordini e Collegi  (medici, ingegneri ecc.) o sono comunque regolamentate da una legge nazionale (estetiste, fisioterapisti ecc.). In Italia sono troppe e frenano la libera iniziativa e l’economia perché ha prevalso una difesa corporativa di chi difende gli interessi di casta. Tutti riconoscono (a parole)che per dare impulso all’economia bisogna liberalizzare, cioè ridurre le professioni organizzate e, quanto meno, evitarne di nuove.
b)      Ci sono quelli che vogliono una legge che regolamenti le professioni DBN
(vedi PdL Lucchese degli anni scorsi e raccolta di firme in corso ad opera di una associazione di Bologna che usa impropriamente il termine DBN intendendo in realtà MNC, medicine non convenzionali e parlando di pratiche terapeutiche)
c)       Ci sono quelli che vogliono invece che la pratica delle DBN resti libera e accessibile a tutti. Si tratta poi di tutelare la qualità della formazione e dei servizi alle persone con normative e organismi adeguati. Chiarisco con un esempio: la professione dell’operatore shiatsu può essere svolta da chiunque sia capace (o così sfrontato da dichiararsi capace pur essendo un praticone improvvisato – ma è così in tutti i settori professionali liberi); ci pensa poi il mercato a tagliar le gambe agli incapaci e premiare i professionisti di valore.
d)      Si può tutelare la qualità di scuole, formatori e operatori validi con un marchio di garanzia, un bollino blu apposto sull’attività di chi è in grado di assicurare servizi al cittadino/utente (trattamenti/consulenze e formazione) di buona qualità.
FIN QUI E’ CHIARO? PENSO DI SI’;  TUTTI NOI DELLE DBN ABBIAMO ADOTTATO LE POSIZIONI c) e d).
Molti per convinzione, alcuni per opportunismo
LE DIVERGENZE NASCONO SULLE MODALITA’ DI COSTRUZIONE DELLE TUTELE CHE POSSONO ESSERE AFFIDATE A:
1)      Registri Regionali (di Operatori e di Scuole e magari anche di Formatori) istituiti con Leggi Regionali che promuovono nel contempo le DBN sul territorio.
È la strada perseguita dal 2001 con la creazione delle DBN e l’approvazione di 10 leggi regionali in 6 regioni; alcune leggi regionali sono state abrogate dalla Corte Costituzionale (perché cadevano nell’errore di istituire nuove professioni regolamentate, compito riservato a leggi nazionali) tranne 2, quella toscana (ancora a mezza strada) e quella lombarda finalmente (dopo 8 anni) arrivata alla pubblicazione dei Registri Regionali con i primi iscritti (vedi www.ifl.servizirl.it).
2)      Associazioni Professionali, libere e in concorrenza tra loro. È la via perseguita con la legge 4/2013 che disciplina le professioni libere (che restano libere), ovvero non organizzate in ordini e collegi.
MA IN REALTA’ LE DUE VIE NON SONO ALTERNATIVE E POSSONO BENISSIMO COESISTERE E PERFINO COLLABORARE. Basti dire che il Comitato Tecnico Scientifico (di seguito CTS) che ha in pratica tutti i poteri nell’applicazione delle legge lombarda (con la supervisione della Giunta Regionale, ovviamente) è formato unicamente da rappresentanti delle scuole DBN storiche e delle Associazioni Professionali storiche.
QUALI SONO LE DIFFERENZE ?
1)      La via delle regioni (nell’unica realtà già arrivata a regime, ovvero la Regione Lombardia):
il Registro Operatori è composto dagli operatori che hanno una formazione completa regionale (Attestato di Competenza Regionale) o una formazione secondo i dettami del CTS e una esperienza lavorativa.
Il Registro degli Enti di Formazione è composto dalle scuole storiche selezionate secondo i parametri del CTS e gli Enti accreditati devono rispettano i parametri del CTS.
Quindi sono ambedue Registri estremamente qualificati e sotto il controllo puntuale della regione e del CTS (ovvero delle associazioni storiche delle DBN).
Sono Registri istituzionali di facile accesso e immediata consultazione sul sito della Regione Lombardia da parte di tutti i cittadini/utenti. 
2)      La via delle Associazioni Professionali: è caratterizzata dalle norme scritte dalla legge nazionale 4/2013; in sintesi:
a)      le Associazioni Professionali possono essere iscritte (se rispettano determinati requisiti) ad un elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo (potevano già essere iscritte in passato ad un elenco tenuto dal Ministero della Giustizia)
b)      le Associazioni Professionali possono inserire i propri iscritti in un elenco privato e rilasciare agli iscritti un “Attestato di Appartenenza” non di Competenza, ovvero una dichiarazione che attesta che Tizio è iscritto all’associazione e che per iscriversi sono necessari determinati requisiti formali e qualitativi (formazione, aggiornamento, assicurazione ecc.)
FINO A QUI I FATTI!
ORA IL PARERE
(mio, discutibilissimo ma alquanto autorevole o, perlomeno, informato, visto che sono un veterano esperto, che ho ideato le DBN e promosso le leggi regionali e nel contempo sono fondatore della FIS e dell’APOS, cioè ho promosso ambedue le vie).
1)      Ribadisco le 2 vie non sono alternative per cui val la pena di portarle avanti entrambe, anche perché le Associazioni Professionali sono protagoniste e controllori (in quanto membri del CTS) delle Leggi Regionali.
2)      Valutando il marchio di garanzia fornito a Operatori, Scuole e la tutela dell’ Utente è difficile non riconoscere che la credibilità e l’autorevolezza dei Registi Regionali (istituzionali) è più pesante  e più rassicurante per il cittadino/utente.
I Registri Regionali (se costruiti secondo la ns. impostazione – vedi attuazione in Regione Lombardia e nuova proposta per la Sicilia) sono molto più garantiti perché pubblicati sotto la responsabilità dell’istituzione regione e costruiti dagli esperti storici del settore (il CTS è formato dai rappresentanti di scuole storiche e associazioni professionali storiche).
3)      Le associazioni professionali sono enti privati che possono essere autorevoli e rigorosi, ma anche superficiali e truffaldini (ne conosciamo tutti dell’uno e dell’altro tipo) e i requisiti per l’ inserimento nell’elenco del Ministero sono basati su dati quantitativi (numero iscritti, servizi prestati ecc.) cioè numeri e soldi. Ed è molto difficile per il cittadino/utente distinguere quelli autorevoli dagli altri.
CONCLUSIONI (personali):
E’ evidente perciò che percorrere ambedue le vie (Registri Regionali e Associazioni Professionali) in sinergia è quanto di meglio possa esistere in un sistema di libera professione. Le Associazioni Professionali garantiscono i servizi e vigilano (attraverso i CTS) sui Registri  Regionali. Le Regioni, su impulso dei CTS, emarginano le Associazioni Professionali di dubbia serietà.
E allora perché Apos, Fis e altre associazioni professionali boicottano i Registri lombardi in tutti i modi, leciti e illeciti?
Lecito è sconsigliare i soci dall’iscriversi, illecito è l’utilizzo di cariche istituzionali –es. vicepresidenza del CTS o cariche nel Direttivo – per bloccare le adesioni facendo perdere tempo nelle sessioni di valutazione delle domande.
La FIS e la IAS in realtà hanno sempre boicottato le DBN!
(il SuperBossAssoluto in realtà fa l’omeopata e ha una cultura medicale consolidata; ha ribadito anche nell’ultimo Convegno delle DBN  a Olis festival in febbraio che le DBN sono curative, non interventi salvavita, ma comunque curano).
Ma l’Apos è stata la maggior promotrice delle DBN per 10 anni. Perché oggi boicotta? 
Aiutatemi, ma non riesco a trovare che una sola risposta: per paura di perdere tessere! Di perdere soldi e potere (in realtà 4 soldi e un ben misero potere)!
Ogni organismo tende inevitabilmente a autoconservarsi, è una legge di natura (vedi i partiti, i sindacati, gli ordini professionali ecc.); queste associazioni professionali sono diventate corporazioni che curano i prioritariamente i propri interessi, anche quando vanno contro gli interessi di operatori e utenti.
Per questo li definisco “i signori delle tessere” e, dopo 5 anni di assenza, sono stato “costretto” a riprendere la parola. Operatori, sveglia….
1.      Iscrivetevi ai Registri Operatori della Lombardia
(anche se la valutazione delle domande andrà a rilento fino a che saranno tollerati – per eccesso di democrazia – i boicottatori nell’organismo di valutazione).
2.        Attivatevi per proporre (o riproporre) una legge per le DBN nelle vs. regioni (se non siete lombardi o toscani) per aprire nuove strade
Quando avremo coinvolto 5 (o più) regioni sarà più agevole far passare una legge nazionale
Il CTS lombardo ha già approvato e condiviso con esponenti di altre regioni una proposta di legge nazionale. "

Questo è quanto!
Un saluto
Dario

martedì 2 aprile 2013

I CINQUE MOVIMENTI

 
(I CINQUE ELEMENTI IN MOVIMENTO) 
 
Buonasera a tutti,
ricordate il mio post sul sistema d'introduzione ai meridiani? Con questo post invece, arriviamo al punto in cui si può comprendere come le funzioni e ed il sistema Jin Luo, interagiscono tra di loro portando a quello che viene definito "5 elementi in movimento". 
 
Si è visto in precedenza la teoria dello Yin e dello Yang e le leggi che ne governano il loro equilibrio. Per le caratteristiche tipiche di ognuno dei due simboli si è potuto associare ad ognuno di essi un elemento chi in natura potesse esprimere al massimo il tipo di energia che lo Yin e lo Yang esprimono.
Dunque allo Yin si è associato per analogia l’elemento acqua, mentre allo Yang si è associato sempre per analogia l’elemento Fuoco. Abbiamo anche visto che lo Yin rappresenta il basso, la profondità, l’interno, mentre lo Yang rappresenta, invece, l’alto, l’esteriore, il movimento. Potremmo quindi per comodità esprimere questo concetto con un piccolo diagramma posizionando lo Yin in basso, lo Yang in alto lungo un asse così detto dei culmini:
Viene detto asse dei culmini perché nella trasformazione naturale che abbiamo dallo Yin allo Yang, gli estremi rappresentano proprio il culmine della manifestazione energetica della due energie, oltre il quale si ha il cambiamento verso il suo opposto.
Ricordiamo nel diagramma del Tai Chi Tu che la generazione reciproca dello Yin e dello Yang rappresentata con linee curve che meglio indicano il lento e graduale mutarsi di una energia verso l’altra. Dunque viene spontaneo pensare che ci saranno dei momenti, dei punti di riferimento che possano esprimere il dinamismo che emerge alla generazione reciproca delle due energie Yin e Yang. Così come, per analogia ci saranno degli elementi in natura che possano esprimere anch’essi queste forze che permettono allo Yin di generare lo Yang e viceversa. Nel prossimo diagramma vedremo assieme all’asse dei culmini nascere l’asse dei dinamismi, che bene esprimerà il concetto di generazione:
In questo diagramma si vede infatti che il passaggio dall’energia Yin a quella Yang avviene gradualmente verso sinistra con una linea curva che arriva al massimo del suo dinamismo in corrispondenza dell’elemento legno (che come vedremo rappresenta proprio il movimento in salita, la crescita), per poi raggiungere ancora il suo massimo in corrispondenza dello Yang con l’elemento Fuoco nel punto più alto dell’asse dei culmini.
Come ben sappiamo arrivato al massimo dello Yang l’energia dovrà per forza di cose tornare al suo stato originario di partenza, e per fare questo passerà, grazie all’energie di condensazione del metallo all’estremo opposto dell’asse dei dinamismi, in relazione all’elemento legno, per poi continuare il suo ritorno verso lo Yin.
Si puo’ a questo punto collocare un quinto elemento, quello a cui far riferimento,  di equilibrio per gli altri, la terra, che sarà collocata al centro del nostro diagramma indicando così proprio la centralità, la base, il nutrimento per gli altri elementi.
Questo sarà il diagramma spaziale della teoria di cinque elementi in movimento.
Infatti dire semplicemente ”la teoria dei cinque elementi”  potrebbe essere limitativo non esprimendo il perenne ed incessabile cambiamento di ogni tipo di energia in natura che, come abbiamo visto nel parlare del Qi universale che permea ogni cosa, rappresenta proprio la vita. Questo diagramma è molto importante poiché esprime chiaramente la centralità della terra a cui gli altri elementi, come già detto prima, fanno riferimento.                        
Possiamo da qui passare ad un altro tipo di diagramma che esprimerà ancora meglio il movimento dei cinque elementi e tutte le leggi che li governano. Nel diagramma temporale della legge dei cinque elementi in movimento, la terra dalla sua posizione centrale nel precedente diagramma si sposta a lato dopo l’elemento fuoco ed è proprio questa posizione che ci permette di capire in realtà il movimento e le trasformazioni degli elementi.
L’acqua nutre; nell’acqua si forma la vita; il seme nell’acqua germoglia per poi crescere ed espandersi in un albero forte e rigoglioso. Il legno di quest’albero alimenterà un fuoco intenso ed impetuoso che, bruciando il legno, lo farà diventare cenere ritornando alla terra. La terrà si condenserà e nel tempo si formerà il metallo che, elemento di condensazione, permetterà al vapore di tornare acqua. In breve questo è il ciclo vitale che ogni essere vivente e non ritrova nella sua vita più o meno lunga. Un ciclo che risponde alle leggi naturali del Tao, e per il quale possiamo ritrovare in ogni situazione un ciclo che si ripete senza sosta:
·         Il ciclo del Sole
·         Il ciclo della Luna
·         Il ciclo delle stagioni
·         Il ciclo del giorno
·         Il ciclo vitale dell’uomo
 
Questo ciclo sarà governato da delle leggi fondamentali così come lo Yin e lo Yang sono soggetti anch’essi a delle regole specifiche che abbiamo analizzato in precedenza.
 
Legge di generazione (Madre – figlio) SHANG
 
Secondo la legge di generazione accadrà che ogni elemento nutrirà il suo elemento successivo. Questo accade in natura e, come abbiamo visto prima, l’ acqua bagnando il campo nutrirà il legno, che a sua volta bruciando nutrirà ed alimenterà il fuoco che, generando la cenere, nutrirà la terra. Questa ricca di minerali e altro permetterà la formazione del metallo sul quale si potrà condensare il vapore acqueo che alimenterà l’acqua chiudendo e terminando il ciclo.
 
Legge di controllo (Nonno – nipote) KE
 
Nella legge di controllo, chiamata anche nonno – nipote, accadrà invece che un elemento controllerà, impedendo una sua irruenza, il secondo elemento successivo. Possiamo vedere nella figura accanto che l’acqua spegne il fuoco, il legno sui pendii controlla la terra che non frani, il fuoco può fondere il metallo ed in fine la terra può arginare l’impeto della corrente dei fumi evitando che questo straripi.
 
Sono leggi queste facilmente intuibili, così come quelle dello Yin e lo Yang, che migliaia di anni fa i saggi cinesi hanno avuto la capacità di osservare, percepire, capire, assimilare ed elaborare nei processi naturali del cosmo. Tutto in natura è soggetto a questo ciclo interminabile, anche i pensieri, le emozioni, il fluire della singola giornata o di una vita intera. Si può così tornare al concetto del macrocosmo e del microcosmo uomo e per analogia (così come abbiamo detto essere la MTC) trovare dei parallelismi fra le energie infinite del cosmo e la vita dell’uomo dal concepimento alla morte.
Si analizzerà ora ogni singolo elemento cercando di capire che ciò a cui bisogna fare attenzione è, in realtà, il tripodi energia che questo elemento evoca. Questo ci permetterà di fare, sempre per analogia, dei parallelismi con ogni singolo fenomeno.
A presto...
 

 

lunedì 11 marzo 2013

IL RICEVENTE ROBOT.

Buongiorno a tutti,
volevo oggi affrontare un argomento che per quanto possa passare in secondo piano per certi aspetti, credo che invece nella realtà del trattamento, abbia una rilevanza notevole ed una percentuale molto alta di casi.....sto parlando del "ricevente robot".
Mi spiego meglio...avete presente quelle persone che durante il trattamento, sono così rigide che si muovono a scatti o che non riuscite semplicemente a piegare un gomito che in quel momento sembra saldato, o che durante una rotazione ad esempio della spalla, vi accorgete che è il ricevente stesso a creare e ad anticipare il movimento rendendo tutti i vostri sforzi inutili? Bene, io li chiamo i riceventi robot!
Parlando con colleghi e anche con allievi dei miei corsi, mi rendo conto che questo fenomeno è parecchio diffuso tanto che è diventato parte anche del mio programma deontologico durante i corsi. Ma da che cosa dipende tale atteggiamento?
I fattori possono essere tanti,  ma li riassumerei in questi principali:
1) Inibizione da imbarazzo del primo trattamento (l'approccio tra due persone che non si conoscono e che devono entrare in contatto attraverso il massaggio; si tramuta in ansia che porta il ricevente ad avere atteggiamenti vigili, tipo occhi aperto durante la seduta e anticipo del movimento come nel caso di rotazioni o allungamenti. I soggetti che rientrano in questa categoria, sono persone che spesso non hanno mai ricevuto un massaggio e di conseguenza sentono la necessità di dover controllare.
2) Inibizione da meccanismo psicosomatico (ovvero un trauma psicologico che si riflette sul corpo portandolo ad irrigidirsi. Può accadere ad esempio nel caso di persone che soffrono di rabbia repressa....dato che la rabbia è governata dalla loggia legno (fegato-vescica biliare), può tramutarsi in rigidità del corpo in concomitanza con la funzione di controllo di VB sui tendini e quindi crare un Jitsu che altera la loro reale natura di essere elastici.
3) Inibizione da dolore (spesso le persone si contraggono sotto la sensazione di dolore, questo perchè il corpo tende ad irrigidirsi come meccanismo di difesa, per proteggersi e non sentire ulteriore dolore).
La cosa migliore da fare in questi casi è, o trovare una posizione adatta che ci permette di lavorare sulla parte anche se dolente creando così una condizione di tolleranza, o lavorare la parte sana per ristabilire grazie al circuito energetico, la zona dolente.
4) Inibizione da funzione enrgetica. (Ogni tipo di rigidità del corpo, a seconda di come si manifesta anche in base a quello che abbiamo detto sopra, ha comunque a che fare con un movimento energetico, che ne identifica la natura. La rigidità del corpo, di solito è associata alla loggia legno, perchè governa l'elasticità e la flessibilità, ma non sempre dipende da questo, possono subentrare altri meridiani che possono incidere su tale atteggiamento. Può ad esempio interessare polmone legato al contatto...quindi l'operatore che tocca la pelle del ricevente...bisognerebbe capire in tale caso, la funzione ad esempio di controllo che il polmone ha sul contatto e la distanza che diamo agli altri....cioè quanto permetto alle altre persone di invadere il mio spazio. Se la soglia è bassa, il contatto può creare rigidità (in tal caso, ce ne accorgiamo attraverso il respiro che si blocca durante il contatto in hara....ad esempio). Potrebbe dipendere anche dalla funzione di Triplice, connesso con il suo ruolo di protettore che irrigidisce il corpo come nel caso dei dolori articolari dato che governa le capsule articolari (lo si può notare ad esempio durante la rotazione delle articolazioni).

Insomma, si potrebbero fare una miriade di esempi sulla natura di tale fenomeno, quello che c'è da capire però, è come comportarsi quando incappiamo in una situazione come questa; senza dubbio, non dobbiamo innervosirci e prendercela con il ricevente se non riusciamo a lavorare come vorremmo o dire "si rilassi", perchè non dipende da loro; quello che invece dobbiamo fare, è avere la capacità e la lucidità di valutare la natura dell'atteggiamento e dare la giusta chiave di lettura che ci permetterà di trovare la strada da percorrere per meglio aggirare quest'ostacolo inibitorio che non è altro che la corteccia di una situazione più profonda.
Quindi, quando ruotate un braccio e vedete che non è possibile perchè si irrigidisce o vi anticipa il movimento, lasciate stare....non forzate, perchè nella forzatura, creiamo una situazione peggiore sia di chiusura dei canali energetici, sia di maggior rigidità. Lavorate magari l'atro braccio se vi permette, o cambiate posizione.....Lo scopo principale, è quello di capire cosa succede passo dopo passo e dare il giusto tempo per migliorare le cose.....e le cose cambieranno indipendentemente dal nostro volere o insistere, perchè solo operando nella maniera corretta, avremo dei risultati.
Ricordate? "Stare e non fare"......e tutto verrà da se!
A presto
Dario