mercoledì 21 gennaio 2015

HARA.... E TUTTO EBBE INIZIO

Ben trovati cari lettori!
Spesso abbiamo parlato di shiatsu, di digitopressione, di punti, di trattamento ecc, ma a pensarci, non ho mai parlato di HARA (addome), li dove tutto comincia e dove tutto finisce. 
Ci sono trattamenti dove è sufficiente lavorare solo l'hara per far si che si crei armonia energetica (vedi Ampuku) e non può esserci shiatsu secondo me, senza una valutazione in hara. Ma vediamo di approfondire quest'argomento....
HARA rappresenta lo Yin, la parte da proteggere ma anche la profondità. E' la zona che gli animali a quattro zampe proteggono, ma è anche quella che offrono quando si "arrendono".
Arrendersi deriva da ad-rendere, dare se stessi in mano a qualcuno: quando l'operatore tratta e/o valuta l'hara, il ricevente gli permette l'accesso ad una parte profonda, nascosta e da proteggere.
Di valutazione addominale si parla già nei tempi antichi; nel Nan Jing, il più antico tra i testi che descrivono la diagnosi dell'addome attraverso la palpazione, c'è un'affascinante immagine del cielo , anzi della volta celeste, proiettato attraverso l'operatore sopra il ricevente: in alto la casa del fuoco, corrispondente al sud e all'estate, in basso la casa dell'acqua corrispondente al nord e all'inverno, ad est casa del legno corrispondente alla primavera, ad ovest la casa del metallo corrispondente all'autunno, infine al centro la casa della terra e della tarda estate.
Questa proiezione vista dall'alto delle cinque direzioni, porta un cambio di lateralità perchè l'est nel cielo si trova a sinistra del ricevente e l'ovest alla sua destra; come in cielo così in terra: nel pensiero analogico non ci sono contraddizioni, ci sono similitudini e risonanze.
La valutazione ed il trattamento dell'addome sono quindi tecniche antiche, che hanno conosciuto momenti di gloria e di declino nei diversi passaggi storici ed epocali, ma che sono arrivate a noi con tutto lo splendore e la pienezza delle loro potenzialità. Skyra Gardner, propone nel suo testo "palpazione diagnostica in medicina orientale", una interessantissima riflessione in merito alla valutazione dell'addome attraverso il tatto nella cultura cinese e giapponese. Pur essendo questo strumento comune ad ambedue, in Cina ha perso gradualmente interesse tra gli agopuntori a favore della disgnosi della polso e della lingua. In Giappone invece ha trovato campo fertile non solo per quello che poi sarebbe diventato lo shiatsu, ma per gli stessi agopuntori.
Il maestro Shizuto Masunaga, ha proposto nei suoi testi e nella sua mappa, un ruolo speciale per l'addome e per la valutazione attraverso la palpazione. Il colpo d'occhio sulla mappa, rivela subito la centralità di Hara: tutto parte e tutto arriva ad Hara. Ma uno dei concetti più importanti è quello che viene espresso dalla scritta posta al di sotto degli ideogrammi del titolo: diagnosis and treatmant. (diagnosi e trattamento).
Nel momento in cui l'operatore compie una valutazione energetica, attraverso il contatto ed il tocco, immediatamente il QI elabora delle proprie risposte e quella valutazione, diventa al tempo stesso trattamento. Nel contatto tutto si evolve, tutto fluisce, il contatto stesso è di per sé cambiamento.
Equivale forse ad affermare che la relazione operatore/ricevente, si pone al di fuori dello spazio/tempo?
Quello di cui possiamo essere sicuri, è che l'esperienza della valutazione di hara, così come di ogni parte di un trattamento, è unica e non riproponibile.
Dunque, l'intento è costruire un linguaggio comune che ci permetta di descrivere quello che di volta in volta, accade " li dove zampilla la Vita", con parole condivise e quindi comprensibili.

Un saluto e a presto!
Dario 

(shiatsu news n°21)

mercoledì 26 novembre 2014

LO STRESS E LA SUA LETTURA DAI PIEDI

Buongiorno a tutti, 
quando incontro un ricevente per la prima volta, è mia abitudine porre sempre questa domanda:
"per quale motivo ha scelto di fare questo trattamento?"
Le risposte sono varie, ma spesso vengono accomunate da un unico fattore e cioè lo "stress".

Molti parlano dello stress come fattore negativo, ma si sbagliano perchè è molto importante vivere situazioni di stress perchè sono quelle che ci danno lo stimolo alla vita portando le surrenali a produrre adrenalina in grado di farci sostenere i ritmi, le situazioni e le circostanze appunto stressanti.

Lo stress si tramuta in "patologico" quando non siamo più in grado di sopportarlo ed è così poi che si manifestano soma sia a livello psicologico che fisiologico strutturale.
Per raggiungere uno stato di benessere, dobbiamo porre molta attenzione a ciò di cui il nostro corpo ha bisogno: riposo, un'alimentazione corretta, attività fisica e un diverso atteggiamento verso i fattori stressanti in senso negativo.
Nella prassi che ci permette di prevenire o controllare il nostro livello di stress, possiamo far rientrare una rilassante seduta di riflessologia plantare: per molti di noi sarebbe sufficiente una seduta al mese per mantenerci in "equilibrio".
Il grande studioso Hans Seyle, che ha raggiunto una fama internazionale per i suoi studi e scoperte sugli effetti dello stress sull'organismo, ha dichiarato che il 60-80% dei disturbi fisici, trovano la loro causa nella nostra testa. Ciò equivale a dire che la distensione, il rilassamento, il pensiero positivo sono di importanza vitale per il ripristino di una buona salute.
E i fatti provano questa affermazione. Possiamo dire, andando oltre, che il nostro stesso subconscio conosce la soluzione del problema che ci affligge poichè, in ogni istante del giorno e della notte, questo meraviglioso elaboratore, alla stregua di un grosso computer, è preposto ad assicurare l'equilibrio dell'ambiente interno del nostro corpo e per fare ciò, deve essere in possesso di tutti i dati che ci riguardano; in più, esso sa come curare i nostri disturbi. L'importante è che lo ascoltiamo e che ci ascoltiamo, come una sorta di medico interno, di istinto alla sopravvivenza e alla vita.

Sono profondamente convinto che non esista problema senza soluzione e che se si sa ascoltare il proprio subconscio, si è in grado di trovare la chiave per aprire le porte della salute. Senza dubbio la riflessologia fa parte dei mezzi, semplici ed efficaci, che hanno il potere di liberarci dalle disarmonie senza per questo tralasciare gli elementi naturali apportatori di salute che abbiamo già ricordato: mangiare in modo sano, fare esercizio fisico, riposare, osservare le norme igieniche ecc...

I piedi ci mostrano questi disequilibri e - meravigliosamente - se siamo in grado di vederli nel piede, abbiamo la possibilità di prendere porvvedimenti. La parola Stress (negativo), può essere tradotta in tutto ciò che produce alterazione o sconvolgimento dell'equilibrio organico, determinando una condizione di malessere, disagio o tensione; tale condizione può avere basi fisiologiche o psicologiche. Fisiologiche perchè non possiamo negare l'esistenza di uno stress anche all'interno del nostro organismo, conseguente familiari o magari - lo si scoprirà tra qualche anno - genetici. Le cellule di un organismo quando vivono in un'atmosfera ideale, lavorano meglio e più  lungo e riescono ad eliminare le tensioni quotidiane senza danneggiare le proprie strutture funzionali. Ma quando il micro ambiente cellulare è inquinato, cellule e sistemi lavorano più intensamente per drenare l'eccesso di tossine che impediscono al corpo di sopravvivere secondo i criteri per il quale è stato progettato. Se questo persiste nel tempo, richiede al nostro organismo un super lavoro e se questa aggressione è troppo forte, la soglia viene superata ed i meccanismi di compenso fisiologico non funzionano più.

In un'ottica generale, ma anche globale e addirittura olistica, possiamo dire che tutto il corpo vive e lavora meglio in un'atmosfera ideale di tranquillità. Ciò potrebbe significare che le tensioni quotidiane non dovrebbero continuamente interferire sulle strutture funzionali integrate del nostro organismo. Bisognerebbe essere sempre tranquilli ed avere la forza di reagire a tutto quello che ci sta danneggiando.
Madre natura ci ha progettati e programmati al fine della sopravvivenza, anche in un ambiente ostile alle nostre capacità. Ma non possiamo non pensare che, qualora si verifichi il superamento di determinati limiti prefissati, il nostro organismo non sia capace di effettuare una sorta di superlavoro, quantomeno momentaneo, per compensare fisiologicamente le effettive necessità che si dovrebbero presentare. Questa situazione però deve essere solo momentanea. Al di là delle singole reazioni soggettive, i meccanismi fisiologici di adattamento a situazioni particolari possono non essere sufficienti a tamponare la situazione di stress, e quindi essere comunque il segnale di una effettiva esigenza di aiuto, inteso come necessità di ricercare l'equilibrio per mezzo di elementi esterni, come le tecniche olistiche naturali. Lo stress è il limite massimo che può sopportare il nostro organismo con i suoi meccanismi di compenso fisiologico.

Lo stress può essere endogeno o esogeno. Lo stress endogeno è quella tensione che viene dall'interno del nostro organismo a seguito di vari fattori. Lo stress esogeno è quella tensione che deriva dagli stimoli esterni le cui cause sono innumerevoli (ad esempio l'uso eccessivo di farmaci, l'inquinamento atmosferico, aventi vissuti come spiacevoli, infortuni...)

Ma torniamo ai piedi; essi sono i terminali, i punti periferici, delle nostre aree di tensione. Rappresentano un elemento di scarico e pertanto sono indicatori delle nostre tensioni e dolori: potremmo definirli una zona parlante del nostro organismo.
Come vengono evidenziate le tensioni nei nostri piedi?
Il corpo reagisce allo stress in sue modi: o lottando, o fuggendo. Lottando, cioè lavorando più del solito, affaticandosi come reazione ad un deficit momentaneo. Ad esempio se la persona sta impegnandosi sul lavoro oltre le sue possibilità fisiche di quel momento, avremo i polmoni che lavorano di più in quanto le cellule richiedono più ossigeno e pertanto vedremo plantarmente la zona riflessa dei polmoni diventare di colore rosso.
Se il corpo non lotta, allora fugge e vuol dire che ha paura di affrontare tale situazione; così si affloscia, rinuncia alla lotta. Oppure se è talmente alta la tensione da non avere la forza di reagire alle varie sollecitazioni che gli arrivano, sia all'esterno che all'interno, le suddette zone riflesse del polmone, anziché rosse si presenteranno bianche.
Quando l'energia disponibile per fornire vitalità non fluisce a causa dello stress subito, ne consegue la stasi con un disturbo nel sistema nervoso centrale. Questo disturbo si manifesta come un "brusio" nella mente. Un leggero vocio disturbante di sottofondo si accompagna al pensare chiaro, alla serenità e a risposte equilibrate, e lo stesso brusio ma ancora più accentuato, si accompagna ad una rigidità mentale e fisica, confusione e senso di squilibrio generale. La muscolatura pertanto risponde "trattenendo" o bloccando questo flusso. Più "brusio" interno abbiamo, meno energia il nostro sistema nervoso riesce ad utilizzare, riducendo perciò la capacità dell'organismo di rispondere adeguatamente al suo ambiente. Così vediamo nel piede, la pelle diventare floscia e di colore bianco nella zona che corrisponde ai polmoni, che sono la seconda grande pompa di energia (QI puro). 

A presto 

Dario

lunedì 10 novembre 2014

CENNI DI FISIOGNOMICA DEL PIEDE

Buonasera a tutti!
Volevo prendere in esame un argomento non molto conosciuto, ma che è assume un ruolo rilevante e di completezza nel trattamento riflessologico; parliamo della fisiognomica del piede.

La Fisiognomica o Morfologia del piede si occupa dello studio e dell’osservazione delle forme del piede nella sua struttura e delle leggi naturali che le governano. Da un attento esame delle suole di un vecchio paio di scarpe possiamo individuare lo stato di salute psicofisico di una persona. L’analisi del piede in un contesto fisiognomico olistico ci porterà a prendere in considerazione molti fattori che coinvolgono differenti organi di senso: vista, tatto, olfatto.
Lo studio del piede analizzerà forma e piani di inclinazione, odore, colore, temperatura, callosità, segni quali rughe, pieghe,

nei e macchie cutanee.Ciascuno di questi elementi darà utili indicazioni sulla personalità, l’equilibrio fisico ed emotivo della persona.Qualsiasi caratteristica di un piede che dovesse deviare rispetto al canone di un “piede normale” (ideale), corrisponderà ad uno squilibrio fisico in un determinato
In questa ottica, come in molte altre discipline delle scienze naturopatiche, osserveremo gli scompensi dell’omeostasi nella lorovariabilità plus e minus, che portano rispettivamente a squilibrio per eccesso (plus) o per difetto (minus).La fisiognomica è un utile e valido supporto a qualsiasi tipo di valutazione energetica e psico-fisica delle predisposizioni individuali. Il piede ci manda una quantità incredibile di informazioni, comunicando lo stato psico-fisico della persona con atteggiamenti, posture, segnali di tipo visivo, olfattivo e tattile.Tutti sono importanti ai fini della migliore comprensione delle problematiche in atto o pregresse e saranno sempre molteplici le indicazioni che ci orienteranno verso un certo tipo di  analisi. Ad esempio, un determinato colore della pelle si assocerà alla debolezza di un certo organo, che risulterà molto probabilmente segnato anche sul punto riflesso corrispondente, sul dito del meridiano omonimo, con l’odore tipico o con una dolenza della zona interessata.Ricordiamo che il fattore predisposizione è molto importante ed è efficacemente segnalato dalla fisiognomica, che spesso ci dà indicazioni precise ancor prima che si manifesti una vera e propria patologia.irrigidito  ad un soggetto che ha difficoltà a lasciarsi consigliare, a lasciarsi andare, a cambiare la strada vecchia per la nuova.Nell’osservare il piede nel suo complesso, prenderemo in considerazione l’aspetto generale, la sensazione di carenza o di eccesso che esso ci comunica con il suo aspetto globale.stare bene e di non avere bisogno di nessuno e poi di colpo, proprio a causa di un continuo ed esasperato controllo delle emozioni e delle situazioni sgradevoli, crollano di schianto e si ammalano anche gravemente in modo repentino.•Piedi molli fuori e duri dentro vengono definiti anche “piedi da manager”. Appartengono a persone che sulle prime non dicono mai di no, ma poi fanno quello che vogliono loro e lo impongono. Soggetti apparentemente amabili e disponibili ma in realtà duri e resistenti.Viceversa, piedi con colorazioni evidenti segnalano verso quali squilibri la persona è predisposta:della cistifellea. Caratterialmente la persona è biliosa.•Giallo: chi ha difficoltà a trovare il proprio centro rispetto alle relazioni interpersonali, sia affettive che professionali, ha ipiedi di colore giallo. Manifesta una scarsa conoscenza di sé e delle proprie potenzialità. Cerca sempre conferme dagli altri, ha bisogno di essere rassicurato e gratificato, di essere sostenuto. Presenta disturbi dell’apparato endocrino e digerente.secondo la medicina cinese).armonico dell’energia vitale: si riattiva la circolazione linfatica e venosa, si rigenera il sistema nervoso, stimolando così il sistema endocrino e le potenzialità immunitarie, si allentano gli stati di tensione, liberando le emozioni trattenute che li generano. Sul piano psicologico possiamo alleviare traumi emozionali, depressione, ansia, insonnia.

settore dell’organismo e/o ad una problematica dell’atteggiamento psichico della persona in questione.
Segnali visivi generali
A prima vista, abbiamo delle sensazioni di vario genere quando guardiamo i piedi di una persona. Ci possono apparire gradevoli e aggraziati, armoniosi, oppure brutti, disarmonici, sgraziati. Un piede gradevole e leggero appartiene solitamente ad unindividuo che prende la vita in modo positivo, con ottimismo ed una certa fiducia. Un piede grosso e pesante appartiene ad una persona con un rapporto faticoso, poco fluido con la vita.  Un piede “spesso”, ci parlerà di blocchi energetici, psicologici, difficoltà nei rapporti interpersonali affettivi. Un piede scarno e ossuto apparterrà ad  una persona essenziale; un piede duro ed
Segnali tattili
Alla palpazione della pianta del piede possiamo rilevare diverse indicazioni di eccesso:
•presenza di piccoli cristalli, simili a granelli di sabbia, in genere dove le ossa del piede sono a fior di pelle
•masse nodose muscolari
•ipertonicità muscolare
•aree che presentano notevole sensibilità e dolore acuto di breve durata
•gonfiori circoscritti
•scarsa elasticità e mobilità di tendini, legamenti ed articolazioni
•aree molto calde
•ritorno sanguigno immediato dopo digito-pressione profonda
Indicazioni di carenza o difetto si evidenziano quando riscontriamo:
•tessuti molli che presentano condizioni di “vuoto”sottocutaneo
•muscoli ipotonici
•dolore sordo in certe aree che persiste per lungo tempo
•insensibilità in zone circoscritte
•aree svuotate e degenerate
•tendini e legamenti eccessivamente flessibili
•eccesso di flessibilità di tutte le articolazioni
•aree molto fredde o pallide
•ritorno sanguigno mancato o troppo lento dopo la digito-pressione profonda
Con la palpazione del piede, ovvero con il contatto manuale, riscontriamo diverse condizioni riguardanti la consistenza generale dei tessuti della persona che stiamo trattando:
•I piedi “duri fuori e duri dentro”, ossia che presentano al tatto una struttura rigida e poco elastica, che riguarda sia gli strati superficiali del piede che quelli più profondi, comprese le stesse articolazioni:  anche trattandoli e massaggiandoli a lungo non si ottiene un  rilascio sostanziale dell’atteggiamento.
Sono propri di soggetti rigidi con se stessi – fisicamente ma soprattutto mentalmente –  e anche con il mondo, dicono sempre di
•Piedi “duri fuori e molli dentro”, sono duri al primo contatto, poi man mano che si lavorano, la durezza lascia spazio al cedimento. Persone docili, buone, espansive che indossano la maschera. L’apparente durezza altro non è che una difesa, una “armatura”, che però può portare il soggetto negli anni a costituirsi una doppia personalità.
•Piedi molli fuori e dentro appartengono a soggetti lenti, compassati, con poca vitalità, nei quali sembra evidente l’essere in debito di energia vitale. Di solito sono persone molto docili e accomodanti che per quieto vivere lasciano passare ogni cosa, tutto scivola loro addosso. I loro piedi sono freddi e quasi sembrano inanimati. Facili esaurimenti nervosi, labilità mentale.
Segnali olfattivi
I piedi hanno un loro odore caratteristico. Se sono maleodoranti ci sono indicazioni relative ad organi ed apparati a cui associare i diversi tipi di odore.
•Rancido: tipico di sostanze organiche che fermentano e producono acidità, è simile all’odore del prosciutto cotto andato a male, del burro rancido, e all’odore dell’aceto di vino. Ha relazione con il fegato.
•Bruciato:  simile all’odore del caffè tostato, del cuoio, ha relazione con il cuore. Quando si avverte un odore di bruciato la situazione è rischiosa: attenzione alla predisposizione all’infarto!!
•Fragrante: simile all’odore dolciastro di confetteria, nauseante, ha relazione con milza e pancreas.
•Marcio: simile all’odore dei formaggi fermentati tipo gorgonzola o taleggio, ha relazione con l’intestino e con il polmone.
•Putrido: odore cadaverico, di acqua stagnante, fogna. Ha relazione con i reni.
L’iridologo americano Bernard Jensen sostiene che una traspirazione eccessiva e maleodorante ai piedi, con tipico odore di formaggio guasto o fermentato, sia sicuro indice di putrefazione o fermentazione intestinale.
Colore e temperatura
La persona in buona salute presenta piedi in cui nessun colore della pelle è prevalente, poiché esprimono un concetto di armonia.
•Verde: segnala un momento di transizione, di trasformazione, caratterizzato da una importante o intensa attività del fegato e
•Rosso: le persone che non possono esprimere l’aspetto emozionale del cuore a causa  di condizionamenti interni o esterni manifestano un rossore diffuso intenso su tutta la pianta del piede, comprese le dita. Il rosso indica predisposizione all’ipertensione.
•Arancio: si riscontra in soggetti con con squilibrio dell’assimilazione e trasformazione degli zuccheri (stomaco-milza-pancreas
•Bianco: i piedi bianchi e secchi con tendenza alla desquamazione indicano capacità respiratorie limitate, possibili predisposizioni asmatiche, tristezza e tendenza alla depressione.
•Nero: persone che hanno avviato un processo autodistruttivo a carico di reni e vescica. Paure, fobie, rigidità mentale.
Il trattamento riflessologico rimette in movimento l’energia bloccata, riequilibrando eccessi o carenze, favorendo un flusso
Le nozioni di fisiognomica del piede, ossia lo studio del profilo caratteriale e psicologico della persona attraverso l’interpretazione dell’aspetto morfologico della struttura dei piedi, sono utilissimi complementi allo studio ed alla comprensione delle predisposizioni psico-fisiche individuali.
Teniamo presente che i cenni finora descritti, vanno intesi su base generica, dato che ogni caso va analizzato nel suo contesto. Volevo comunque consigliare un ottimo testo di fisiognomica plantare, ben fatto e curato nei dettagli descrittivi:
Si chiama "fisiognomica del peide" di Franco Biagio

mercoledì 29 ottobre 2014

MING MEN IN EMBRIOLOGIA

Bentrovati lettori,
come promesso, riprendiamo il discorso "MingMen" questa volta in riferimento all'embriologia.
Il suo significato di porta della vita e del destino, dipende dal fatto che questa struttura è il luogo in cui l'energia del cielo anteriore "yuan Qi" (yuan significa origine, radice) viene accumulata e depositata per divenire il motore propulsore della formazione e della funzione di tutti gli organi e di tutto l'organismo. 
La Yan Qi "l'energia originaria", è la più importante energia dell'uomo, perché costituisce il patrimonio energetico ricevuto al momento del concepimento ed è la scintilla di tutti i processi vitali; il suo lento diminuire determinerà la durata della vita di ogni uomo.
E' la sorgente della vitalità dell'individuo che viene radicata in quelli che lo hanno preceduto; è perciò in relazione con l'ereditarietà e la filogenesi.
E' questo il motivo per cui viene chiamata energia del Cielo anteriore; essa infatti è l'energia che precede e sovrintende al concepimento e che resta la sorgente della vita dell'individuo anche durante tutto il resto dell'esistenza, quando si sviluppano le energie dette del Cielo Posteriore o acquisite.
In questo senso filosoficamente, il Ming Men, in quanto ingresso della vita, nodo della formazione dell'individualità fisica e psichica di una persona, riprende una concezione che appare in molti testi taoisti dei primi secoli a.C. in cui si definisce "la vita come entrare in missione e la morte un ritorno". La vita è assumere una forma visibile e morire è perdere questa forma; si esce alla vita e si rientra alla morte; uscire è nascere e rientrare è morire. 
Prima di essere chiamati alla vita, gli esseri fanno parte dell'Uno in modo invisibile. Dopo la morte si ha il ritorno all'Uno, all'invisibile. Il prima è senza forma e il dopo è ancora senza forma. Durante la vita, visibile e invisibile sono strettamente legati, meglio compenetrati. Il visibile è la manifestazione dell'invisibile; L'invisibile è la radice del visibile. La porta è il punto di passaggio dal Cielo alla Terra, dall'invisibile al visibile. Ming Men porta del destino e della vita, è il luogo in cui le energie innate dell'uomo fanno da matrice allo sviluppo delle energie acquisite.
E' il luogo di passaggio dal senza forma all'avere una forma; è ciò che riceve il mandato per darci la vita e per consentirci il compimento.
Nascere è quindi entrare non a caso nella vita, ma essere inviati sulla terra con un destino particolare. Al momento del concepimento ci sono infinite possibilità, ma un solo individuo viene concepito ed ha l'imprinting di quando nascere, dove e da quali genitori. La nostra individualità e il nostro destino, sono intessuti nel segreto del seno materno.
Questo mandato e questo destino, secondo le tradizioni antiche, è contenuto anche nel nome stesso della persona. In cinese nome si dice pure Ming. Il padre con un rituale ben preciso dà segretamente un nome simbolico al figlio. Questo nome segreto, contiene il destino del bambino e il suo posto nell'universo. Anche nella bibbia il nome di battesimo è icona del Nome segreto, del nome che ogni uomo conoscerà solo diventandolo, secondo la vocazione ed il destino totalmente personale inscritti in lui.
Un altro carattere, collegato con Ming destino, è la luce, la chiarezza, l'illuminazione, la chiaroveggenza .
In filosofia, è la coscienza lucida della via del Cielo che porta a chiarezza e a veridicità la natura propria di ogni uomo, la virtù originaria. Quando l'uomo è capace di fare questo cammino interiore, accede alla chiaroveggenza come illuminazione, come capacità di percepire l'impercettibile. Ma Ming è anche la luce interiore che viene dal Cielo, che trapela e si fa bellezza nel Santo, uomo che ha scoperto il suo destino ming e che lo ha portato a compimento, perché ha saputo aderire e seguire l'Altro da sé, cioè che lo costituisce e proprio per questo è sorgente di luce per tutte le persone che incontra.


 -L'estremità cefalica, è centrale rispetto al campo di sviluppo energetico dell'embrione.
-Dorso / Ventre (Ming Men) luogo di passaggio dal Cielo Anteriore (reni) al Cielo Posteriore (Milza)
-Da un punto di vista energetico, tutto funziona come se: 
Organi, visceri, visceri straordinari, meridiani straordinari, basi dello sviluppo di tutta la struttura meridianica, si sviluppassero a partire da questa zona privilegiata dell'embrione (Ming Men).

Un saluto e alla prossima!

(da Shiatsu news n° 15)

domenica 12 ottobre 2014

IL "DESTINO" NEL PENSIERO CLASSICO CINESE (MING-MEN)

Buongiorno lettori, oggi si parla del ming-man proponendo approfondimenti sulla lingua madre del pensiero estremo orientale, nel proposito di creare sempre più una testa di ponte fra due culture apparentemente così distanti.
Il carattere MING è uno dei caratteri più affascinanti e pregnanti della lingua cinese e l'analisi etimologica conferma questa ricchezza.
La parte sinistra, rappresenta una bocca. La parte di destra significa applicare ad un ordine scritto il sigillo che lo rende esecutivo. Nell'antichità per investire i feudatari ed i funzionari di alto grado, il sovrano dava loro la metà di un pezzo di giada e tratteneva l'altra metà che serviva come prova per il loro riconoscimento. Nel carattere ming, e rappresentata la metà di destra, quella che veniva data ai funzionari che la usavano come insegna e come sigillo. Il sigillo è ciò che rendeva esecutivo un proclama imperiale, che rendeva tassativi gli ordini dell'imperatore.
Nel suo insieme il carattere ming, designa l'ordine per mezzo del quale il Cielo chiama l'uomo all'esistenza e gli fissa il suo destino. Se questo è vero per tutti gli uomini, lo è a maggior ragione per il sovrano; storicamente l'imperatore era tale per mandato del Cielo. Questo significa che veniva scelto dal Cielo in base al suo valore, alla sua "virtù". Il Cielo gli accordava la sua fiducia e la sua predilezione e veniva chiamato Figlio del Cielo. L'alleanza conclusa con colui che sarebbe stato il fondatore di una dinastia comportava una specie promessa di sostegno a tutta l'intera casata. Ma quando la "virtù" si esauriva, il Cielo mandava i segni per un cambiamento; le calamità naturali, rappresentavano un avvertimento.
Le inondazioni, le carestie, le sommosse popolari indicavano che il mandato del Cielo sarebbe passato ad un'altra famiglia.
Altrove, non si sapeva dove, un altro potere si stava preparando; il mandato, l'elezione da parte del Cielo sarebbe ricaduto su un'altra famiglia.
Il Dictionaire Ricci de caractères chinois, dice che a livello fisiologico il destino è la "base della natura propria (xing), fondamento della legge naturale un ciascuno". Spiega in modo dettagliato che il destino "sono le circostanze della vita nelle quali l'essere umano può esprimere la natura propria, grazie anche ad uno sforzo personale". Questo rende l'uomo individuo, con un destino particolare, con un compito particolare nel mondo che solo lui, dotato di una certa natura, può compiere.
In questo consiste la sua felicità: nello scoprirlo e nel realizzarlo.
E proprio perché nel pensiero cinese non c'è distinzione tra fisico e spirituale, questo cammino di ascesi e di realizzazione interiore, non è staccato dal portare a termine i giorni destinati a ciascuno. "il Cielo onorato come padre, provvisto di autorità, lodato per la sua permanenza e la sua unità distribuisce le sorti, i ranghi sociali e la durata della vita".
La saluta per l'antica cultura cinese è una responsabilità dell'uomo che deve preservare l'energia vitale con uno stile di vita adeguato.
Solo così può vivere tutti i giorni scritti nel suo destino. Non sol oi classici confuciani e i Quattro libri parlano di mandato del Cielo e di volontà celeste, ma anche i classici di medicina che risalgono proprio a questo periodo: questa concezione, viva nei primi secoli A.C., investe anche la concezione dell'uomo nella sua parte più fisica e più fisiologica.
L'embriologia cinese antica, parla di una struttura particolare che per prima compare nell'embrione: 
 MING MEN:, LA PORTA (MEN) DEL DESTINO (MING), LA PORTA DELLA VITA.
Da un punto di vista energetico, si ritiene che tutte le strutture dell'organismo, si sviluppino a partire da questa zona privilegiata dell'embrione; anche i meridiani straordinari, che sono i primi meridiani che compaiono nell'uomo.
Alcuni studiosi pensano che questa zona sia privilegiata in quanto punto di ingresso dello spermatozoo nell'uovo.
Nell'embrione, la regione che corrisponde al MingMen, si trova in mezzo e davanti ai reni e resta stabile anche se, per effetto della crescita del feto, viene poi nell'adulto, a trovarsi dislocata un po più in basso.
Successivamente, vedremo il "MingMen" in embriologia....
Un saluto e a presto!
Dario
(da Shiatsu News n° 15)

lunedì 22 settembre 2014

VUOTO E TAO

"Shiatsu no kokoro wa ah ah gogoro o seba inoshi no izumi wa ku"

Questa è una frase giapponese che ho dipinto su alcuni quadri esposti in casa e spesso mi capita che persone che vengono a trovarmi, mi chiedano cosa vuol dire.
E' proprio da questo che vorrei partire per spiegare nel dettaglio il concetto di Vuoto e Tao.

Nel taoismo, è presente una terza parola fondamentale nella comprensione della Natura-Madre. VUOTO è il nome con cui si pronuncia questo mistero.
Il vuoto è uno degli attributi della madre stessa ed indica un punto o area, o niente che c'è all'origine di tutto.
Il "Tao Te Ching" ne parla definendolo il mozzo della ruota, che congiunge i 30 raggi, la cavità dell'otre o le finestre che adornano una casa, spazi vuoti che servono a renderla abitabile. Il Vuoto è anche la realtà ultima di questo universo manifestato, tanto è vero che, anche nelle pratiche buddiste, è uno dei 23 principi di realtà. Viene chiamato Anatta in lingua Pali (la lingua che si parlava al tempo di Buddha). Gli altri due sono "Anicca" e "Dukkha".
Chiaramente questo è un concetto psicologico che si avvale però di una concezione comune a tutta la cultura orientale e cioè che tutti i fenomeni del mondo manifestato, non hanno nessuna realtà. La realtà è Maya (illusione) e ogni fenomeno è privo di una qualsiasi realtà, appunto vuoto.
La conferma verrà poi da una parte della scienza occidentale che è sempre stata la più perspicace e cioè la fisica quantistica. I fisici hanno dimostrato, circa 2500 anni dopo Buddha, che l'intero universo è formato da piccole particelle subatomiche, che continuano a cambiare e a divenire onde o particelle, compreso il corpo umano. Quindi niente è stabile e fermo in questo universo; tutto muta e si trasforma.

Il Vuoto all'interno della concezione Taoista, viene osservato come origine e ritorno al quale si va. Anche in questo caso, viene chiamato TAO.
Nella concezione buddista tutto lo sforzo di concezione è diretto verso l'esperire con le tecniche questo stato di Vacuità ed eventualmente raggiungerlo consapevolmente  ed integrarsi in esso (stato di Nibbana). Nel taoismo invece è stato sottolineato maggiormente l'aspetto vitale e di gioia, sempre con gli occhi ben aperti, che la condizione di esistenza umana può favorire (ad es. guardo un bel tramonto, mangio un buon pasto, sono presente o bacio il mio innamorato).
Per cui il Vuoto è in realtà uno spazio tempo che non c'è e dove non c'è nulla, ma che favorisce è partorisce la nascita della vita.
Tutti i luoghi oscuri e vuoti come le caverne, per i Taoisti sono luoghi di rinascita. Xue, In cinese "punto", è simboleggiato con l'immagine di una caverna dove l'energia può trasformarsi e rinascere. L'utero è un punto misterioso dell'essere femminile, vuoto quando la donna non è incinta che diviene pieno di vita con la gravidanza. L'analogia tra utero cosmico e utero femminile, è presto fatta. Il Cosmo, parimenti all'utero femminile, è il luogo di generazione e nascita dell'esistenza. I taoisti parlano anche dell'efficacia del Vuoto per cui è grazie al suo potere che il mozzo converge i 30 raggi e la ruota può girare.
Così nella pratica morale, (cioè di condotta di vita) io emulo il più possibile questa Vacuità per essere felice e in aderenza con il cosmo. Il Vuoto diviene allora, anche una pratica di Vita. Wu Wei è la parola cinese per cui si disegna la Non Azione. Gli occidentali tendono ad interpretare questo concetto come pigrizia o lassità degli orientali. Tutt'altro! Il Wu Wei è un vero impegno all'attenzione e all'esserci! La mente è presente, il corpo è vivo e "non c'è nulla che non venga fatto".
In questa parte, si fa riferimento a tecniche "yogiche" di autoconoscenza, ma no c'è sforzo o lavoro; si potrebbe chiamarlo "arrendersi alle forze della vita con attenzione e anche dolcezza".
L'ideale taoista è chiaramente il saggio che cerca di emulare il cielo e la terra (prime due energie cosmiche generate da Tao) purificando la mente ed i visceri.

 Nello Shiatsu il vuoto esiste nella pratica, nel silenzio con cui si fanno i trattamenti; esiste nei meridiani, fisici ma invisibili; nell'osservazione intuitiva, che guarda oltre il fenomeno fisico; nello scopo che è quello di rimettere in piedi il ricevente ricordandogli il suo esistere, equilibrando la sua vita e purificando i suoi visceri; nel respiro che si usa nel compiere le manovre; e anche nella concezione originaria di vuoto-fenomeno che sottostà a tutte le manifestazioni e che rende possibile le trasformazioni e quindi anche il raggiungimento di un nuovo stato di salute. E' grazie al Vuoto che possiamo cambiare la vitalità di una persona rinforzandola, togliere il dolore ricordando alle sue cellule, il loro stato originario di completezza, curare i piccoli e grandi malanni attivando il Qi. E' grazie a questa bellissima tecnica orientale legata alla Madre che ricordiamo ancora di essere umani, esistenze del creato che hanno il dono incredibile di Vivere e guardare la propria vita.
Il Vuoto è anche quindi, un concetto che ispira la contemplazione, il non movimento, l'assoluta immobilità come qualità peculiare di una mente che è capace di fare quello che vuole attraverso la concentrazione, una mente che, a detta del Dalai Lama, è originalmente positiva e pura.
Nel vuoto noi vediamo tutto, come siamo quello che facciamo e anche come possiamo cambiare. Il vuoto è nostra Madre ed il contatto con lei non può che aiutare positivamente il nostro corpo e soprattutto la nostra mente.

(da shiatsu news n° 22)

venerdì 8 agosto 2014

SEMINARIO TRATTAMENTO TESTA/VISO...

Buongiorno a tutti!
Questo sabato 9 agosto alle ore 16:00 presso il centro benessere Tangerine spa, presenterò la tecnica di trattamento testa/viso e si parlerà dei suoi effetti positivi e dell'utilità del metodo.
Qui di seguito il link con tutti i dettagli e un breve video introduttivo!
Ricordo che l'incontro è completamente gratuito!
Vi aspetto...
Dario

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